Il Ciliegiolo è un vitigno a bacca nera, tradizionalmente coltivato nel centro Italia, che deve il suo nome al tipico aroma di ciliegia che lo contraddistingue. Le sue origini sono piuttosto incerte: secondo alcune testimonianze fu portato in Italia da pellegrini di ritorno dal santuario di Santiago di Compostela, anche se, in verità, in Spagna non ci sono testimonianze di un vitigno simile ad esso. Secondo altri, invece, è più probabile che sia un'uva di origine etrusca. È ritenuto, comunque sia, uno dei progenitori del sangiovese.

 

Per quello di Narni sono certe menzioni fin dal 1800.

 

Si deve proprio al ciliegiolo, uva in passato particolarmente diffusa, poi andata in parte perduta e riscoperta negli ultimi anni, l'inizio dell'avventura di Leonardo Bussoletti, tra i primi ad aver creduto in questo vitigno non sicuramente facile per ciò che riguarda la gestione e la vinificazione.

Il ciliegiolo ha una buccia molto fine e matura piuttosto precocemente, tanto che la sua raccolta non supera mai la metà di settembre. È per questo che le vigne di Leonardo sono tutte rivolte al nord. È, inoltre, un'uva che tende all'ossidazione ed in vinificazione alla riduzione. È un vitigno vigoroso che arriva anche a 150/160 quintali ad ettaro. Dà vita a vini eleganti, di buona acidità, con tannini non invasivi che possono supportare anche bene il tempo.

 

Leonardo Bussoletti, da anni, ha dato il via ad un lavoro di ricerca iniziato in collaborazione con il prof. Valenti dell’Università di Milano. Grazie a questa partnership è stata realizzata una mappatura dei vecchi vigneti, individuando circa 30 cloni di ciliegiolo nel territorio della IGT Narni ed è stata fatta una selezione clonale, utile ad individuare, a loro avviso, la tipologia migliore di ciliegiolo. La sperimentazione da parte dell'Università è terminata, ma Leonardo Bussoletti continua a mandarla avanti.

Il grechetto è un vitigno a bacca bianca così chiamato per la sua origine greca, risalente alla colonizzazione che portò, nel VII secolo avanti Cristo, alla creazione della Magna Grecia nel nostro Stivale. È una delle uve bianche, insieme al trebbiano, più coltivate in Umbria.

 

Leonardo Bussoletti ne alleva due tipologie: quello di Orvieto, meno strutturato al naso ed esplosivo in bocca, e quello di Todi, che ha caratteristiche totalmente opposte. Leonardo li vinifica separatamente, li fa sostare 8/10 mesi sulle fecce fini e poi procede con il loro assemblaggio.

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